Comments are closed

CAPPERI & MALVASIA

Nello splendido scenario di Salina, un percorso di colori e sapori si snoda nel tempo e nel patrimonio culturale dell’isola. Un’isola che ha conservato l’economia tradizionale, basata sulla coltura del cappero e la produzione di vini e Malvasia.

Il cappero (nome scentifico Capparis spinosa), pur essendo una perenne suffrutticosa della macchia mediaterranea che vive spontanea ed inselvatica su rocce e muri, nelle mani dei capaci eoliani diventa una vera coltura.

Il bocciolo vanta di forti prestazioni organolettiche, non solo per le sue tipiche caratteristiche, ma grazie anche alla coltivazione di asciutto. La parte edula della pianta è proprio il bocciolo fiorale che va raccolto quando è ancora chiuso nel lungo periodo di fioritura tra da maggio a settembre.

Dopo la raccolta i capperi vengono separati per dimensione, poi salati a secco e rimescolati con una frequenza quotidiana nei primi otto giorni e con una frequenza settimanale per le 3 settimane successive. Nel caso di conservazione sott’olio, i capperi vanno poi lavati sotto aceto. Nel mese di gennaio viene effettuata la potatura di tutti i tralci per ottenere una buona fioritura, che darà poi i nuovi boccioli fiorali.

L’altra parte edule della pianta è il frutto, una bacca ovale chiamata in dialetto cucùnciu, questa viene conservata sotto aceto.